FINALITA’

La crescita economica di una Nazione, è direttamente legata al livello tecnologico raggiunto dal sistema “Paese” nelle sue componenti più rappresentative: Istruzione, Ricerca, Industria, Sanità.
E’ di conseguenza necessario, creare sin dall’età scolare, un substrato culturale legato alla tecnologia ed all’uso “sano” che di questa se ne può fare.
Ritenendo di poter contribuire in maniera efficace mediante metodi innovativi al processo educativo, con la nostra iniziativa ci prefiggiamo l’obiettivo di trasferire a studenti di Scuola Media Superiore (Istituti Tecnici e Licei), quelle conoscenze tecnologiche che fanno parte del bagaglio culturale che la IMT ha maturato nei circa 15 anni di attività operando nel settore spaziale.
L’idea che la IMT propone e che vuole promuovere, insieme agli Istituti che aderiscono all’iniziativa verso le Istituzioni preposte alla istruzione scolastica, è quello di fare didattica tramite l’Esperienza Pratica.

Il metodo, già diffusamente utilizzato nei paesi a più alta industrializzazione, ha dato eccellenti risultati, creando generazioni di Tecnici altamente qualificati.
Il prodotto su cui si baserà la Didattica è un piccolo satellite denominato NADIR (NAnosatellite per l'Ambiente, la DIdattica e la Ricerca) della classe dei nanosatelliti (il peso al lancio sarà compreso tra 4 e 7 Kg.- la struttura avrà forma cubica con lato di 25-30 cm.). La scelta del satellite come strumento didattico risiede nelle sue peculiarità. Esso infatti, oltre a contenere intrinsecamente la più alta concentrazione di tecnologia rispetto a qualunque altro apparato terrestre, possiede anche una caratteristica fondamentale necessaria alla Didattica più evoluta: la Interdisciplinarietà.
I concetti di Meccanica e di Costruzioni Aeronautiche vengono applicati su strutture e Materiali allo stato dell’arte per resistere all’ambiente spazio (radiazioni, gradienti termici dell’ordine di centinaia di gradi centigradi) e alle fortissime sollecitazioni al lancio dovendo “sopravvivere” a livelli di vibrazione che non trovano eguali per un apparato terrestre; l’Elettronica, elemento fondamentale dell’apparato, diventa un mezzo per sperimentare le basi della Fisica e della Matematica, per mettere in pratica i concetti di Comunicazioni Elettriche, per utilizzare l’Informatica ed in generale per esplorare nuove conoscenze ed acquisire esperienze di lavoro di gruppo operando su progetti complessi.
Tutti elementi con cui gli attuali studenti degli Istituti Tecnici dovranno un giorno cimentarsi nel mondo del lavoro.
La IMT, società che opera dal 1991 nel settore spaziale, progetterà e realizzerà il prototipo del primo modello di NADIR che verrà successivamente fornito in vari esemplari (in funzione delle adesioni all’iniziativa) agli Istituti in forma di “KIT” non assiemato. Verranno quindi fornite le parti costituenti il Satellite: la struttura, le celle solari, la/e scheda/e di comunicazione, il computer di bordo, le antenne, le batterie, il/i sensore/i di sole, etc.

LA MISSIONE

Considerato l'interesse dimostrato da alcune Associazioni per la tutela dell'Ambiente, come prima missione applicativa, abbiamo selezionato quella di “monitoraggio ambientale”.
NADIR sarà in grado di ricevere, da apparati posizionati a terra su base Nazionale e/o Regionale, dati relativi a :

  • nquinamento di acqua e aria
  • localizzazione di animali per studiarne i flussi migratori ed eventualmente parametri vitali
  • localizzazione di natanti per la sicurezza nella navigazione
  • monitoraggio di impianti non presidiati
  • gestione di allarmi per catastrofi naturali (frane, incendi, ecc.)
  • monitoraggio del patrimonio archeologico non presidiato
  • etc.

I dati ricevuti dal Satellite saranno elaborati a bordo e ritrasmessi a terra verso terminali dislocati su territorio nazionale presso alcuni degli Istituti che aderiscono all’iniziativa o presso gli enti locali interessati alla raccolta delle informazioni.
La rete di sensori a terra, sarà costituita da diverse tipologie di terminali:

  • terminali portatili miniaturizzati
  • terminali trasportabili
  • terminali fissi alimentati con celle solari
  • Poiché la rete di sensori a terra richiede la conoscenza e la presenza sul territorio, prevediamo che essa venga sviluppata da industrie locali dietro requisiti IMT


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